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Nato a Napoli il 1967 e ivi residente.
Alto circa un metro e ottanta, capelli neri e spettinati, ha un fisicaccio longilineo da cui spicca un accenno di pancia. Voce nasale con lieve cadenza napoletana e mani grandi da post-artigiano, il nostro Akul è contento del proprio aspetto fisico. Lo sguardo è certamente il suo punto di forza, non a caso fa il fotografo da più di dieci anni: occhi mandorlati e profondi, che trasmettono uno spessore non reale, come un bluff al poker.
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Il suo sogno da bambino era di fare il mantenuto, poter passeggiare per Via Toledo con un cappotto elegante e austero; oggi, dopo aver nell’ordine sognato di fare: il francescano, il papa, il trascinatore di masse, il marinaio, l’artista e il fotografo, sogna un'altra volta di fare il mantenuto.
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Invece combatte per la sopravvivenza, sua e della famiglia, è arrivato tante volte vicino ad un’affermazione professionale o almeno ad una conveniente organizzazione esistenziale, ma ogni volta qualcosa è andato storto e tutto si è risolto con una ripartenza e un trasloco.
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