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Orafo, scrittore e scultore, Benvenuto Cellini nacque nel 1500 a Firenze dove morì nel 1571.
La vita di Cellini fu quasi romanzesca; egli, infatti, viaggiò molto, anche a causa del suo carattere iroso che lo portava ad avere guai nei luoghi dove si trovava di volta in volta ad essere. A soli sedici anni fu costretto a lasciare Firenze in seguito ad una condanna per rissa. Si spostò, quindi, prima a Siena poi a Roma lavorando presso botteghe di orafi. Grazie al suo talento, riuscì ben presto a farsi notare diventando, nel 1529, capo della bottega orafa pontificia. Anche il suo soggiorno romano non fu, però, molto tranquillo: in quegli anni, infatti, fu costretto ad allontanarsi più volte dalla città per sfuggire a varie condanne. Riuscì sempre, comunque, a salvarsi grazie anche ai suoi numerosi appoggi e alla sua bravura come artista. In seguito a un'ulteriore condanna, decise di allontanarsi dall'Italia e di andare in Francia a lavorare presso la corte del re Francesco I a Fontainebleau. Qui creò alcune delle sue opere migliori e più conosciute, tra cui la famosa “Saliera”. Nel 1554 dovette fuggire nuovamente. Andò, così, prima a Madrid per poi tornare definitivamente a Firenze, città dove morì. Cellini, come artista, fu un esponente del manierismo fiorentino. Tra le sue opere possiamo ricordare il “Perseo” della Loggia dei Lanzi e il busto di Cosimo I a Firenze e la Ninfa di Fontainebleau (oggi a Parigi). Come scrittore la sua opera più importante è sicuramente “La vita”.
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