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Cesare Beccaria nacque a Milano nel 1738 e vi morì nel 1794.
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"È meglio prevenire i delitti che punirgli. Questo è il fine principale di ogni buona legislazione." (C. Beccaria)
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Erede di una ricca famiglia milanese, Beccaria compì i suoi studi prima presso il collegio Farnesiano di Parma e poi presso l'Università di Pavia, dove nel 1758 si laureò in legge. A causa del suo matrimonio con Teresa Blasco (dal quale nasceranno due figlie tra cui Giulia, futura madre di Alessandro Manzoni), nel 1761 ruppe i rapporti con la famiglia di origine, contraria ad esso (rapporti che, comunque, si riallacceranno di lì a breve). Sempre in quegli anni iniziò a frequentare l'Accademia dei Pugni dove conobbe il conte Pietro Verri. Proprio su suggerimento del Verri, cominciò uno studio critico della legislazione penale da cui uscirà "Dei delitti e delle pene", la sua opera sicuramente più famosa e importante. A partire dalla sua pubblicazione (nel 1764), la popolarità di Beccaria iniziò ad accrescere sempre di più, grazie anche alla traduzione in francese del trattato fatta da André Mollet. Nel 1766 Beccaria si recò a Parigi su invito dello stesso Mollet, ma il soggiorno durò solo un anno a causa della sua forte nostalgia di Milano. Sempre nello stesso anno gli venne proposto da Caterina II di Russia di andare a Pietroburgo a curare una stesura del codice russo, ma il Beccaria rifiutò. Nel 1768 gli venne assegnata la cattedra di amministrazione e scienza delle finanze presso le Scuole Palatine di Milano mentre dieci anni dopo divenne magistrato provinciale per la zecca e membro della delegazione per la riforma delle monete. Ormai appagato dalla carriera fatta, il Beccaria passerà gli ultimi anni della sua vita a Milano a lavorare per il miglioramento politico-amministrativo della città.
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